Il Maestro


Andrea Favero
Maestro di Karate 6° Dan


Gli inizi

Andrea Favero inizia la pratica del karate nel 1987 sotto la guida del Maestro Severino Maistrello, dando avvio a un percorso che dura ormai da quasi quarant’anni. Da allievo diventa presto insegnante, fondando nel tempo tre diverse associazioni sportive: dal Centro Studi Marziali Tradizionali di Padova, al Kyudokan di Sesto San Giovanni, fino all’attuale ASD Kesport, di cui è socio fondatore dal 2020.


Il percorso tecnico

Diplomato Maestro di Karate F.E.S.I.K. nel 2003, consegue il 6° Dan con il Maestro Oscar Masato Higa. Il suo percorso formativo si arricchisce anche in altre discipline: ottiene il 1° Dan di Kobudo con il Sensei Kenyu Chinen e pratica per cinque anni lo shuai jiao, la lotta tradizionale cinese, con il Maestro Stefano Danesi.

Ad oggi Andrea è l’allievo praticante più anziano del Maestro Oscar Masato Higa in Italia. Come ama ricordare lui stesso, non certo il più talentuoso — ma una responsabilità che sente di dover portare avanti, non per vanto, bensì per la sincera stima verso un grande maestro come il Sensei Higa.

L’arbitraggio e l’impegno federale

Parallelamente all’insegnamento, si afferma come arbitro di alto livello: dall’abilitazione regionale (2011) a quella nazionale (2015), fino alla certificazione internazionale EurEthICS ETSIA come Senior Referee nel 2020. Per otto anni lavora a fianco del Maestro Luciano Diani, Presidente FIK Lombardia, ricoprendo i ruoli di Responsabile Arbitri e Vicepresidente — un’esperienza che Andrea ricorda con profonda gratitudine, non solo per la crescita tecnica ma soprattutto per i valori della collaborazione e del mettersi al servizio degli altri.

Il palmarès

Sul tatami ha collezionato numerosi riconoscimenti a livello regionale e nazionale, oltre a partecipazioni ad appuntamenti internazionali di rilievo, tra cui l’Open Europeo del 1995 in Francia e i Mondiali di Okinawa del 1997.

Perché non ho mai smesso

Karate Kid fu la scintilla che, come per tanti altri della mia generazione, mi spinse a iniziare questo percorso — che oggi, guardandomi indietro, definirei quasi infinito. Se qualcuno me lo avesse detto allora, non avrei mai immaginato quante cose il karate mi avrebbe permesso di fare nella vita.

Mi ha aiutato a guardare il mondo con occhi da ricercatore, ad affrontare i problemi invece di metterli da parte o schivarli. Ma non bisogna pensare che sia stato tutto rose e fiori: non conto più le volte in cui mi è balenata per la mente l’idea di smettere — per il lavoro, per la famiglia, per mille motivi.

Lo dico perché credo che in me, come in tanti altri praticanti, ci sia una piccola fiamma che non si spegne mai. A volte diventa grande, a volte più piccola — ma la cosa importante è che non si spenga mai.

Oggi, guardando mio figlio e tutti i giovani che si affacciano a questo percorso, non posso far altro che immaginare ancora una strada lunga, piena di cose fantastiche — e ovviamente anche di ostacoli da superare. Ma questa, in fondo, è la vita.

“Chi semina raccoglie, ma io non mi fermerò mai di seminare.” – Andrea Favero